Nuovo libretto attività Formazione Permanente 21-22

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Carissimo,

questo libretto è soltanto uno strumento — si spera utile ed utilizzato — per il cammino formativo che ciascun prete affronta dopo l’ordinazione, grazie al quale la Grazia si incarna e il ministero si evangelizza, fino a che non sia formato Cristo in noi (cfr. Gal 4,19).

Ascoltiamo come rivolte a noi le parole che san Paolo indirizza a Timoteo: «Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza… Custodisci, mediante lo Spirito Santo che abita in noi, il bene prezioso che ti è stato affidato» (2Tm 1,6-7.14).

“Ravvivare” potrebbe sembrare un’operazione che contraddice il “custodire”, se intendessimo quest’ultimo  come la conservazione di un reperto da riconsegnare intatto – più o meno quel che intendeva fare il servo “malvagio e fannullone” della parabola (cfr. Mt 25,26).

Si tratta invece di far crescere e di  non dare tregua a un dono che ha bisogno, per esprimersi nella sua verità, di un’esistenza appassionata e inquieta, per certi versi molto concreta e molto ordinaria, ma nondimeno sorprendente e financo avventurosa, certamente complicata.

È difficile maneggiare un fuoco (Prometeo ci provò, racconta il mito, con gli esiti che sappiamo), eppure è questa la nostra vocazione.

Iniziando un nuovo anno pastorale all’insegna della sinodalità — come ci chiede quest’anno il nostro Vescovo — siamo invitati a tradurre la nostra passione pastorale, il nostro amore per Cristo, nell’impegno di un ascolto della nostra gente che riaccenda relazioni non timide e non soltanto funzionali alla “cose da fare”, ma piene di “forza, di carità, di prudenza”. E come lo Spirito si manifestò a Pentecoste (anche) come lingue di fuoco che si dividevano e si posavano sopra ciascuno degli apostoli, così anche a noi quest’anno lo Spirito verrà donato come luce, calore e capacità di parlare e di essere capiti; come forza che vince paure, chiusure e timidezze, spingendoci ad una missione che comprende un annuncio franco ed esplicito dell’essenziale della fede in Gesù Cristo.

Questa tappa del cammino della nostra chiesa diocesana ci mette in comunione con il cammino della chiesa universale, ricordandoci che si tratta di camminare, insieme. Camminare: cioè non stare seduti o fermi, per procedere anzi verso un altrove. Ma non un camminare quale che sia, dirigendosi a spron battuto verso dove non si sa.

Un “camminare insieme”,  nell’unità che lo Spirito suscita, Lui che è l’anima della Chiesa e il principio della sua missione.

Ci siamo già detti tante volte che la formazione non è il tempo iniziale del ministero, quasi che terminato il seminario si tratti soltanto di mettere in atto quello che lì ci avevano insegnato a fare, sperando di essere fortunati nelle successive destinazioni ché tutto il resto andrà bene a seguire. È una dimensione che attraversa e costituisce l’essere umano, per il quale fino alla fine dei suoi giorni non cessa il compito di rielaborare quel che vive, di ravvivare appunto il dono ricevuto, riconducendo quel che vive al Centro che unifica la sua persona, trovandone il significato capace di rendere bella e buona l’esistenza, libera di fiorire nell’amore.

Un “bene prezioso” ci è stato affidato. E poiché siamo ricchi, possiamo donare senza paura di ritrovarci poveri e abbandonati. Anche quest’anno ci aiuteremo a farlo. Insieme.

don Paolo Asolan

Libretto 2021-2022 finale per il sito